Borgo Rossini stories

Il quartiere si racconta attraverso le voci delle persone

Radici

di Alessia Colanero

Sono un albero, mentre cammino irradio la terra di infinite radici, è facile sfiorare la terra con ogni passo, ne sentiamo il calore, la vita, il nutrimento sotterraneo. Ci sono dei luoghi dove scegliamo di fermarci e permettiamo alle nostre antenne di scendere un po’ di più per abitare quei luoghi, e per ogni crescita nel sottosuolo verso il centro della terra ci sarà una crescita nell’aria verso il cielo.
Sono un albero e vivo nel mio corpo lontano dagli altri alberi poiché non potremmo vivere l’uno all’ombra dell’altro ma li giù, sotto la superficie, è diverso. Nella profondità del mondo sotto i nostri piedi, le innumerevoli radici di ogni albero si incontrano ed intrecciano a quelle di tutti gli altri per creare una rete di connessioni invisibile eppure enormemente potente.

Questo è uno dei luoghi in cui per scelta o per caso mi sono ritrovata a mettere radici, dopo averlo già sfiorato ed assaporato infinite volte nel tempo. In una recondita parte di me ho sempre fantasticato su come sarebbe stato vivere qui, ed eccomi finalmente in un monolocale che non fatico a chiamare casa anche se so che questo nome è ad uso provvisorio, intanto però me lo godo.

Ogni luogo può essere una storia, un ricordo, un amore, un attimo di eternità. Per me oggi è una sensazione. Sensazioni che mi colpiscono come fuochi d’artificio risvegliando sensi forse assopiti nei rumori e dagli odori della città inquinata e rombante a cui ero abituata. La sensazione di camminare lungo la Dora, ascoltando il ritmo calmo e selvaggio del suo scorrere. Quanti suoni spesso ovattati e costretti ad un secondo se non terzo, quarto piano nella nostra vita chiassosa, hanno accompagnato lo scorrere del fiume.

Settimane fa gabbiani e corvi erano i padroni del fiume, le loro chiacchiere continue, infinite disquisizioni su chi dovesse avere il boccone migliore del pasto. Ad un certo punto da un giorno all’altro spariti, niente più gabbiani, allora mi sono accorta delle anatre, dei loro riti, sella cura del pavoneggiante maschio anche lui chiacchierone, che deve sempre dire la sua e comunque non perde mai di vista la femmina silenziosa e cauta, e merli, passeri, rondini e capinere tra le fronde dei tigli. Perfino un airone si è aggirato furtivo a caccia forse di lucertole sulle sponde verdi della Dora, che scorre incurante, quasi indifferente alla vita sopra di lei, cosi come gli uomini indaffarati anche di questi tempi non si curano della vita sotto i loro piedi.

Finché dopo tutto questo cantare di uccelli, stasera, nell’ora magica dove giorno e tenebra si incontrano e tutto perde di densità, sono arrivati loro a marcare la pienezza della primavera: i grilli. Sorpresa, stupore, dubbio. Non ho alcun ricordo nitido di canti serali dei grilli qui a Torino e questo mi ha stupito e riempito di meraviglia.

Si potrebbe parlare dei mille odori che ogni giorno hanno invaso queste strade o dei colori resi più nitidi dall’assenza di questo velo illusorio che circondava il mondo conosciuto, si potrebbe parlare dei boschi che si trovano nei fili d’erba, e delle montagne che sgretolate e rimpastate ora formano i muri delle nostre case. Innumerevoli sensazioni si sommano e forse non tutti hanno questa fortuna di vivere in un piccolo borgo con alberi, fiumi e grilli, all’interno di una grande grigia città ma ogni luogo ha la sua unicità e bisogna solo saper guardare. Torino non è mai stata cosi bella com’è ora, sta solo a noi ammirarla, rispettarla e mantenerla Bella, poiché la Bellezza è già del mondo, dobbiamo solo entrarvi e farne parte.
Noi siamo alberi in fiore e le mie radici si sono intrecciate con altri esseri che abitano questo luogo che chiameremo casa ancora per un po’, ne ho toccato le storie, i sentimenti, le sensazioni, il lavoro, i sorrisi, creando relazioni in fiore. Lasciamoci fiorire!

La primavera passerà e non tutti i fiori diventeranno frutti ma come sarebbe privo di piacere il mondo senza fiori. Che meraviglia quel mandorlo in fiore sul ciglio della Dora!