Venerdì 22 febbraio
ore 18.30

Romina Casagrande presenta «Le ragazze con le calze grigie»

Arkadia Editore

Con l’autrice Nazarena Braidotti e Rocco Pinto

Non credere a quanto ti racconteranno Egon o Gustav, o i pittori come loro che parlano di vita e di verità. L’arte è finita. (…) E se non vuoi restare intrappolata nel loro gioco, devi tenerlo bene a mente: è un teatro, mille riflessi di specchi. Wally smise di chiederselo quasi subito se l’arte fosse davvero finzione o realtà, ma iniziò a chiedersi immediatamente se ciò che Egon Schiele le proponeva fosse amore vero o stupida illusione. Romina Casagrande, a cento anni dalla morte di Schiele, nel romanzo Le ragazze con le calze grigie prova a spiegarci la storia controversa degli amori di uno dei più importanti pittori austriaci, partendo da Wally Neuzil e arrivando ad Edith Harms, senza tralasciare l’oscura vicenda delle accuse di molestie e stupro nei confronti di una quattordicenne, sua modella. Modella come lo fu anche, fin dal 1911, appenna diciassettenne, l’intraprendente Wally, la quale non fu solo musa ispiratrice ma anche compagna di vita, e che alla fine della loro relazione partì come infermiera volontaria sul fronte balcanico, dove morì nel 1917.

Attraverso le vicende umane e sentimentali, la Casagrande tratteggia con grande precisione di particolari anche la vicenda artistica di Schiele, i tratti essenziali della sua arte oggetto di critiche anche furenti da parte del pubblico, un’arte che suscitava scandalo e che, proprio per questo, affascinava, attraeva. I quadri di Egon venivano acquistati in gran segreto, il suo raffinato eppur esplicito erotismo – che si palesava con dei tratti netti, obliqui, finanche nervosi eppure estremamente armoniosi, proprio come lo era il suo sorriso – venivano ammirati di sottecchi; di lui si parlava come di un mistero umano insondabile, un mostro geniale e libertino, dedito al sesso tanto quanto alla pittura, che la gente del paesino d’origine di sua madre, Krumau, additava ogni volta che intravedeva lungo le vie assolate.

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