Giovedì 24 gennaio
ore 18.30

La mia cattiva strada
di Marcello Ghiringhelli

Per il ciclo di incontri Visioni da Ponte curato da Aiace Torino in collaborazione con la libreria verrà presentato La mia cattiva strada. Memorie di un rapinatore di Marcello Ghiringhelli, pubblicato da Milieu Edizioni.
Interverranno i due curatori Davide Ferrario e Marilena Moretti insieme a Giorgio Ballario, presidente di Torinoir, modera Enrico Verra.
Nel corso dell’evento sarà proiettato il book-trailer inedito che il regista Davide Ferrario ha dedicato a Ghiringhelli.

“La mia storia si conclude con il mio ultimo trasferimento al carcere delle Nuove di Torino, da dove vengo scarcerato il 25 aprile 1981. Venti giorni dopo entro nelle Brigate Rosse come rivoluzionario a tempo pieno… Ma questa è un’altra storia.”

Termina con questo finale aperto l’avventuroso memoir di Marcello Ghiringhelli, 77 anni, rapinatore. Ghiringhelli ha tutto quello che ci vuole per essere un personaggio letterario di quelli tosti: cresciuto in un ambiente popolare antifascista alla periferia di Torino, è stato operaio di fabbrica fin dalla tenera età di 10 anni, legionario nella guerra d’Algeria a 17 anni, disertore a 18 anni, rapinatore e gangster del milieu franco-piemontese dai 18 ai 40 anni, brigatista nei primi anni ottanta, detenuto a fine pena mai dal 1982. La mia cattiva strada è la cronaca nuda e cruda della sua vita violenta.

Un libro d’azione, drammatico, veloce e ispirato, scritto con piglio cinematografco degno di Jacques Mesrine e dei migliori polar di Jean Pierre Melville e José Giovanni portati sul grande schermo da Lino Ventura, Alain Delon, Jean Gabin e Jean Paul Belmondo.
La curatela di Davide Ferrano e Marilena Moretti, registi e documentaristi di lungo corso, ha voluto preservare l’argot franco provenzale e piemontese parlato dai rapinatori che componevano quelle batterie negli anni sessanta e settanta, con indispensabili note e un prezioso glossario alla fine del libro.

L’utilizzo di quel patois farà riemergere dalla memoria dei più appassionati, la figura di Aldo Pomini, contrabbandiere, fuorilegge, galeotto ai lavori forzati in Guyana negli ’30. Pomini, originario delle valli occitane del Piemonte, negli anni ’70 fu protagonista di un caso letterario di riscoperta di storia orale delle classi subalterne sulla scia di Danilo Montaldi, pubblicando per Einaudi “Il ballo dei pescicani” (1973) e “Memorie di un contrabbandiere” (1975).

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